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Nell’arco della vita, capita spesso di parlare o di sentire discorrere riguardo al raggiungimento dell’equilibrio individuale. In una società contemporanea dove si può avere la percezione di non disporre del tempo da dedicare all’analisi e alla ricerca personali, di frequente ci viene richiesto di trovare una certa stabilità che permetta di raggiungere tutti gli obiettivi e massimizzare il tempo a loro dedicato: le madri di oggi, ad esempio, devono confrontarsi con l’educazione dei figli e il proprio lavoro; ai più giovani spetta raggiungere un livello di consapevolezza tale da permettergli di non sbagliare con le scelte per il proprio futuro, mentre devono fare i conti con la pressione dei rapporti sociali; agli anziani viene chiesto di non essere un peso per la società mentre cercano di rinnovare il proprio senso di utilità e così via.
Sembrerebbe che trovare un equilibrio sia una strada che tutti noi dobbiamo, in qualche modo, percorrere e che questa sia uguale per tutti. Il processo di scoperta della posizione in cui, pressati da forze opposte e contrarie, riusciamo a trovare un assetto verticale, una stabilità che non ci faccia cadere da una parte o dall’altra, sembrerebbe potersi adattare ugualmente a ciascuno di noi, ma non è esattamente così.

Equilibrio: una questione individuale

Il senso figurato del termine “equilibrio” può aiutare a comprendere come questo porti già in sé il seme della diversità: quando si parla di bilanciamento, stabilità o assetto, infatti, si richiama l’immagine della resistenza e del corretto rapporto tra elementi opposti, e quindi il raggiungimento di uno stato di armonia.
Vien da sé che, per natura, essendo tutti diversi, l’equilibrio personale non è applicabile allo stesso modo a ciascun individuo: la stabilità che per qualcuno è valida e consolidata, non è detto che risponda alle stesse forze che si contrappongono in un’altra persona.
Per trovare un esempio che possa contribuire a una più approfondita comprensione dell’equilibrio, basta pensare al lavoro aerobico e, in generale, al mondo dello sport.
In palestra, chi partecipa ai corsi o alle classi di una qualsivoglia attività è sottoposto a un pacchetto di esercizi uguali per tutti, ma la sua risposta fisica e i risultati che ciascuno otterrà saranno molto diversi. Prendendo in esame un gruppo di ciclisti che si muove in sinergia, sfruttando le scie e il ritmo della compagnia, ognuno dei componenti può trovarsi in uno stato aerobico o anaerobico seppur pedalando allo stesso modo di chi gli sta vicino.
L’equilibrio è un elemento soggettivo che ognuno di noi deve trovare attraverso il proprio percorso di ricerca, durante il quale possiamo rivolgerci ad esperti che ci guidino lungo il cammino aiutandoci a selezionare le opzioni migliori per la nostra esigenza personale di stabilità.
Infine, è importante non farsi ingannare dalle apparenze: quando qualcuno può sembrare disarmonico e sbilanciato, non è detto che non abbia trovato il proprio personalissimo stato di equilibrio e di armonia, che non abbia scoperto il proprio approccio sereno, logico e organico.

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