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L’allarme delle Nazioni Unite sul clima rilancia il rischio di un disastro globale. Ma a guardare il passato…

Il dato impressionante della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Glasgow, conosciuta anche come COP26, è che se non agiamo subito per azzerare le emissioni di CO2 il countdown per l’estinzione della razza umana subirà una brusca accelerazione.

Insomma, la parola d’ordine è “agire subito”. È proprio sul concetto di “subito” che si scatena l’orda dei distinguo. Da un lato la Cina che manda a dire di un possibile risultato non prima del 2060, dall’altro l’India che se la prende più comoda e spara: 2070.

Per mettere a fuoco l’entità del problema sul clima basti ricordare che Cina e India insieme ospitano un terzo dell’intera popolazione della Terra. Tenendo conto di ciò e prendendo sul serio l’allarme di COP26 su una prossima fine del mondo è abbastanza facile valutare che sia già troppo tardi per salvarci: e via con gli scongiuri.

Ma a mo’ di blanda consolazione possiamo sempre tenere presente che le estinzioni di massa non sono affatto una novità sulla Terra.

Clima: tutti i suoi cambiamenti

I paleontologi infatti contano cinque “big ones”, di cui il più recente sarebbe la grande estinzione del Cretaceo che fece fuori i dinosauri circa 65 milioni di anni fa: la causa fu forse un asteroide.
Quel disastro fu preceduto dall’estinzione del Giurassico, 200 milioni di anni fa, forse provocata dal rilascio di grandi quantità di gas metano dal fondo degli oceani che innescò un terribile processo di riscaldamento globale.
L’estinzione del Permiano, di 250 milioni d’anni fa, spazzò via il 50% delle famiglie animali esistenti. Pure in questo caso sotto accusa finì un asteroide.
Come era avvenuto anche nel caso precedente, quello del Devoniano Superiore, 375 milioni di anni fa.
Per finire questa allegra rassegna, vale la pena di ricordare che l’estinzione più antica che si conosca è quella risalente all’Ordoviciano-Siluriano, all’incirca 450 milioni di anni fa. Pare che la causa fu il drastico abbassamento del livello del mare, probabilmente per via di un incredibile calo della temperatura mondiale che avrebbe fatto congelare l’acqua degli oceani, tanto che tracce di antichissimi ghiacciai sono state trovate in prossimità dell’Equatore e nel deserto del Sahara.

E i disastri continuano…

Come se questi disastri non bastassero, secondo alcuni studiosi esisterebbe anche un ciclo periodico di estinzioni “minori”- seppure imponenti – ogni 25-30 milioni di anni. La ripetizione periodica di questi eventi è un mistero.

Tra le spiegazioni abbozzate, la più intrigante riguarda la possibile esistenza di una stella binaria – convenzionalmente nota come “Nemesis” – compagna del nostro Sole la cui orbita la farebbe avvicinare con un ritmo regolare al sistema solare, trascinando con sé molti asteroidi, di cui una parte finirebbe per colpire la Terra.

Scoccia comunque dovere ammettere che stavolta, nel caso riuscissimo a causare la nostra stessa estinzione, l’evento scomparirebbe alla vista se misurato su una scala calibrata in milioni d’anni.
Però almeno avremmo l’intima soddisfazione di essere riusciti a ucciderci da soli.

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