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Vantaggi fisici, psichici, i e sociali della risata. Ah, sapevate che anche i topi nel loro piccolo…

La risata è un bene prezioso, da coltivare, salvaguardare, valorizzare. Scientificamente ridere è una risposta emotiva a uno stimolo esterno. Indica sorpresa, gioia, eccitazione, sollievo, felicità. Il respiro si modifica, una serie di muscoli si contrae, i denti si scoprono, gli occhi si inumidiscono.
Ridiamo trenta volte di più quando siamo in compagnia che quando siamo da soli, ricorda il New York Times, e non necessariamente lo facciamo per una battuta. Le persone ridono più o meno tutte allo stesso modo, a qualsiasi cultura appartengano e qualsiasi lingua parlino. Ridiamo tutti in perfetta uguaglianza, senza barriere di cultura, sesso, religione, lingua, colore.
Pochi altri esseri viventi sanno ridere: lo fanno le grandi scimmie, nostre vicine cugine e, come noi, ridono anche quando vengono solleticate. E poi, lo sapete? I neonati umani ridono come gli scimpanzé. Perché una delle prime cose che imparano a fare i neonati è ridere: ci riescono molti mesi prima di crescere abbastanza per essere in grado di parlare, e ridendo stabiliscono un legame affettivo più forte con i genitori. Si ritiene che un bambino di quattro anni rida 300 volte al giorno mentre le risate di un adulto arriverebbero a stento alla ventina.
Si dice che ridano i topi. Ridono, o almeno fanno qualcosa di piuttosto simile, anche i cani. Ride, più o meno, un uccellino australiano: il kookaburra sghignazzante.
Il fatto che condividiamo con i primati la capacità di ridere fa pensare che la risata abbia radici biologiche, e che saper ridere costituisca un vantaggio evolutivo. In effetti, ridere è un’emozione sociale e un positivo strumento di interazione: indica una propensione giocosa e rafforza i legami.
Per questo, e dato che ridere è anche contagioso, una risata si trasforma facilmente in una specie di collante sociale.
Ridere fa aumentare la soglia di tolleranza del dolore, aiuta l’apprendimento e attenua il disagio e le tensioni politiche.
La cosa più interessante è che le risate sono, nelle singole relazioni, un ottimo indicatore del livello di attrazione reciproca tra le persone. Insomma: più ridiamo insieme, più ci piacciamo (e molto probabilmente viceversa).
E ancora: ridere migliora il flusso sanguigno. Riduce il livello degli ormoni dello stress come il cortisolo e l’adrenalina e aumenta il livello delle endorfine e degli anticorpi. Insomma: fa proprio bene.
Ma non solo: ridere ha un effetto anestetico e migliora la soglia di tolleranza al dolore fisico. Il primo ad accorgersene, già alla fine degli anni settanta, era stato il giornalista e attivista per i diritti civili Norman Cousins, che affermava di essere riuscito a curarsi da una grave forma di artrite con alte dosi di vitamina C e di film dei fratelli Marx.

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