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I sorprendenti risultati del World Happiness Report delle Nazioni Unite sull’essere felici in piena emergenza sanitaria

La sorpresa è grande. Il risultato è inaspettato. Ebbene sì, nonostante la pandemia e la congerie di disastri a essa collegati, siamo un mondo più felice.

Il World Happiness Report delle Nazioni Unite ci dice infatti che nell’anno del Covid la felicità è in aumento. In cima alla classifica ci sono le popolazioni di Finlandia, Islanda e Danimarca. L’Italia è al venticinquesimo posto (prima era al ventottesimo). Sono più felici gli anziani, meno i giovani. E ciò potrebbe essere dovuto, come scrive l’Economist, al fatto che “gli anziani intervistati sono scampati a una malattia che poteva ucciderli, e che avere molti amici ha reso i lockdown più duri per chi solito ha una vita sociale intensa, come i giovani”.

Gli autori del rapporto non si spingono a suggerire che la felicità aiuti a resistere alla pandemia, ma sostengono che la fiducia – uno degli ingredienti della felicità – sia determinante.

In molti dei paesi che hanno gestito al meglio l’emergenza Covid, tra cui quelli del Nord Europa e la Nuova Zelanda, c’è una diffusa fiducia nelle istituzioni.

E ciò la dice lunga sul dibattuto concetto di felicità che da millenni agita filosofi, artisti e lucide menti semplici: non ci può essere felicità se le cose in cui crediamo sono diverse dalle cose che facciamo.

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