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Dagli Usa alla Germania, dall’Inghilterra all’Italia si sviluppa un singolare dibattito

Paese che vai mancia che lasci. Soprattutto per i turisti italiani – anche se al momento fermi per la pandemia – il dedalo su quanto lasciare al cameriere di Boston o barista di Berlino è fonte di mille interrogativi. Qualche mese fa il “New York Times” ha suggerito che per un pasto semplice negli Usa la mancia appropriata sarebbe del trenta per cento. Il dibattito è arrivato perfino in Germania, un paese tradizionalmente ostico in fatto di gratuità. Il “Frankfurter Allgemeine Zeitung” ha dedicato un’intera pagina all’argomento sotto il titolo “la follia della mancia”. Intanto in Inghilterra si discute su come comportarsi con gli autisti Uber e simili. I tassisti classici londinesi, quelli dei “black cab”, non si aspettano le mance, mentre gli autisti dei nuovi servizi – la cui prestazione viene fatturata anziché pagata in contanti – a destinazione ciondolano a mano aperta nel caso il cliente gli volesse lasciare personalmente qualcosina. E in Italia? Spesso si concede la mancia, soprattutto in questi tempi di dipendenza dalla consegna a casa, al ragazzo che porta la pizza, ma difficilmente si pensa al fattorino che si occupa dello smistamento ad esempio di plichi di documenti. Insomma dalle nostre parti il cibo stimola la mancia, il resto no.

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