C’

è una buona pratica per cercare di vivere meglio ed è quella di far tesoro di ciò che, nel corso degli anni, abbiamo imparato. Il che non vuol dire smettere di apprendere, ma semplicemente comprendere chi siamo per capire cosa vogliamo diventare.
Ecco, la prima cosa che abbiamo imparato è che il miglior modo di pensare al futuro è quello di occuparsi con cura del presente.
Il resto fluisce di conseguenza.

C'è una buona pratica per cercare di vivere meglio ed è quella di far tesoro di ciò che, nel corso degli anni, abbiamo imparato. Il che non vuol dire smettere di apprendere, ma semplicemente comprendere chi siamo per capire cosa vogliamo diventare.
Ecco, la prima cosa che abbiamo imparato è che il miglior modo di pensare al futuro è quello di occuparsi con cura del presente.
Il resto fluisce di conseguenza.

Il nostro presente è fatto di scelte. Noi abbiamo imparato che, in fondo, la felicità spesso è figlia della possibilità di poter scegliere. Persino nei momenti più difficili c’è una via d’uscita che va difesa con forza: ed è la possibilità di poter decidere da soli.
Scegliere nella maniera più libera è un ottimo antidoto contro la paura e i suoi profeti.

Noi non abbiamo la verità assoluta tra le mani, ma abbiamo mani forti per fare e per aiutare a fare: riconosciamolo, molti insuccessi dipendono non soltanto dalle nostre azioni, ma anche dalla resistenza a chiedere aiuto, per sfiducia, pigrizia o preconcetto.
Spesso l’altro è molto più importante per noi di quanto osiamo pensare.

Cambiare punto di vista è determinante. Come nel caso dei desideri, che da sogni possono diventare realtà.
Sognare non ha controindicazioni. Far sì che si realizzino i sogni è un atto d’amore: per noi e per chi ci sta a cuore.

Guardare avanti è un altro modo di coltivare l’autostima.
Spesso tendiamo a rinviare l’appuntamento con le responsabilità, ed è umano. Noi abbiamo imparato che affrontare un problema con fermezza non è da forti, ma da saggi: perché il saggio sa che, se non combatterà per qualcosa, si ritroverà con nulla.

La trasparenza è un buon principio ispiratore. Il fatto che non tutti riescano a vederla non ci deve scoraggiare, ma al contrario ci deve dire molto sul suo valore.

Infine il rispetto. Il rispetto viene dal sapere. È un fluire di informazioni codificate che la testa chiama conoscenza e il cuore sentimento. Quando si sta l’uno davanti all’altro, che sia scrivania o tavola imbandita, divano o autobus, il rispetto è il ponte che ci unisce. Un ponte sul quale passano ruoli, simboli, valori, sogni. Vita che vale la pena di vivere.

In fondo fare ciò che amiamo è libertà. Amare ciò che facciamo è felicità.
Questo abbiamo imparato.